Triste risveglio per l’Italia, che oggi dice inaspettatamente addio a Lucio Dalla.

La notizia della morte del cantautore bolognese ha colto di sorpresa parenti, amici e fan, ancora increduli: Dalla è stato stroncato da un attacco cardiaco alle 10 di questa mattina mentre si trovata a Montreaux, in Svizzera, per il primo concerto del suo tour europeo.

Secondo quanto si legge sul web, l’artista ieri godeva di ottima salute e non ha dato avvisaglie di alcun tipo, e durante lo show che lo ha visto protagonista nella serata del 29 febbraio è apparso in gran forma, sereno, rilassato.

Numerosi artisti hanno espresso il loro dolore per la scomparsa di Dalla, a seguire riportiamo i commenti circolati in queste ore.

Eros Ramazzotti: «Non potrò mai dimenticare il suo telegramma al mio primo Sanremo, mi scrisse: “Olè”. Fu il primo messaggio e ne fui onorato, ci mancherà tanto la sua genialità, era un grande…»

Eugenio Finardi: «Lucio no, proprio non me l’aspettavo! L’avevo visto a Sanremo pochi giorni fa, sempre allegro, con quei suoi occhi da Elfo che sembravano guardarti dentro e sorridere di ciò che vedevano. Sembrava eterno. Lo stesso che clowneggiava con il clarinetto alla Palazzina Liberty di Milano, quando lo vidi per la prima volta mentre cantava “Com’è Profondo Il Mare”, 30 anni fa. Lo stesso che cantava “Paff Bum” con i mitici Yardbirds, guadagnandosi il rispetto e la gratitudine di noi piccoli rocker. Un jazzista inventatosi cantautore trasformato in Pop Star. Mi ha fatto l’onore di suonare in 2 mie canzoni. Un uomo fiero, ironico, molto emiliano. Un grande musicista. Però questa brutta sorpresa non dovevi farcela Lucio! Buon viaggio, salutami Caruso…»

Pooh: «Lucio, perché così lo chiamiamo tutti da sempre, senza bisogno del cognome, è stato amico e fratello di tutti quelli con cui ha lavorato, cantato o anche solo parlato… Sempre uguale a sé stesso, sempre in equilibrio perfetto con una cultura acquisita e inventata strada facendo. Lucio è stato l’esempio più bello di chi ha saputo trasformare con leggerezza il proprio lavoro in un’arte.  Lucio, con la sua continua voglia di stupire e la sua involontaria capacità di piacere al mondo! »

Niccolò Agliardi: «Mio padre a sette anni mi fece ascoltare, durante un viaggio in auto “Ma come fanno i marinai”. Ho capito qualche anno dopo che uno di quei  marinai “mascalzoni ed imprudenti con la vita nei calzoni e col destino in mezzo ai denti sotto la luna puttana e il cielo che sorride” era proprio Lucio; e che mi avrebbe insegnato ad amare le parole e a godere della loro leggerezza e della loro profondità. Un giorno gli ho chiesto se avesse idea di dove fossero finiti Anna e Marco. mi ha risposto che non aveva alcuna importanza il luogo, ma mi ha convinto quando mi ha promesso che ovunque fossero, ancora si amavano. Questo ho imparato da lui».

Giulio Casale: «I primi album di Lucio hanno acceso in me il sogno di poter fare lo stesso lavoro d’artigiano. A tratti Lucio è stato un genio».

Sal Da Vinci: «La musica italiana ha perso un suo accento. Addio Lucio, sei scomparso e presente».

Raf: «In pochi mesi una serie di talenti e miti della musica contemporanea ci hanno lasciato.Così anche la notizia della morte di Lucio Dalla è arrivata come un fulmine a ciel sereno.Nell’immaginario collettivo i personaggi popolari sembrano immuni da malattie e debolezze comuni o addirittura immortali,per questo quando vengono a mancare,si prova un senso di irreale,di inconcepibile.Ho conosciuto Dalla tanti anni fa a Bologna,aveva scritto insieme a Curreri “Il sapore di un bacio”una canzone del mio primo album in lingua italiana.Ricordo perfettamente quel momento in cui mi accennava il motivo al pianoforte e come tanti lo ricorderò ascoltando qualche suo vecchio vinile che ancora conservo tra i miei dischi preferiti. Ciao Lucio!».

Lorenzo Jovanotti: «Oh no, dai no… non ci posso credere dai… davvero non posso crederci».

Renzo Arbore: «Un musicista, un poeta, un cantautore bravissimo… Sono sicuro che sara’ studiato a scuola».

Antonello Venditti: «E’ morto un carissimo amico, mi dispiace moltissimo, fa parte della mia vita. Se ne va un pezzo di storia fatta insieme artistica e umana. Ora piangiamo l’uomo, poi valuteremo la storia artistica di Lucio, che e’ importantissima per la musica italiana».

Pierdavide Carone: «Ciao Lucio… La tua musica restera’ nella storia, sempre».

 

Auguriamo buon viaggio al grande Lucio Dalla, e lo facciamo proponendovi una delle sue canzoni più celebri: “L’anno che verrà”.

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